Progetto sul riutilizzo

IN EUROPA:
In media l’Unione Europea consuma 14 tonnellate di materie prime e genera 5 tonnellate di rifiuti all’anno. Questi dati sono allarmanti considerando che le nostre risorse sono limitate ma a tutto ciò ci potrebbe essere una soluzione.
Molti prodotti e materiali possono essere riutilizzati o riparati, riducendo così gli sprechi.
L’economia tradizionale si basa sul prendere, usare e buttare via, ma con l’economia circolare si estende il ciclo di vita dei prodotti.
Riutilizzare  significa “valorizzare” i rifiuti, recuperando materie prime, anziché smaltirli direttamente in discarica ed inceneritori. Questa attività è indispensabile per aiutare il nostro pianeta, in quanto riduce il consumo di materie prime, l’ utilizzo di energia e l’ emissione di gas serra associati.
Il riuso va inteso come un’alternativa al concetto dell’usa e getta. Esso si attua quando le funzioni per cui è stato creato l’oggetto sono riviste alla luce di un suo nuovo utilizzo.
Tra i vantaggi noti del riuso abbiamo:
–  risparmi nell’acquisto di materie prime
–  risparmi nello stoccaggio dei rifiuti
–  risparmi energetico per la produzione del sostituto
–  risparmi per il conferimento e smaltimento in discarica.
Riusare non vuol dire riciclare perché quest’ultimo termine indica operazioni che determinano un cambiamento di tipo fisico. Il riuso è preferibile al riciclo in quanto, generalmente, comporta un risparmio di energia e di risorse naturali. Per questo il riuso è ai vertici della gerarchia europea dei rifiuti, subito dopo la prevenzione.
I rifiuti rappresentano dei materiali che non sono destinati all’uso e nemmeno al riuso. Infatti il riutilizzo coinvolge oggetti e materiali prima che diventino rifiuti, divenendo pertanto anch’esso una forma di prevenzione della produzione di rifiuti.
Riusare dunque, significa allungare la vita utile degli oggetti, usare nuovamente una sostanza, un prodotto o un materiale prima che diventi rifiuto.
Nella gerarchia europea delle opzioni di gestione dei rifiuti, la prevenzione che comprende dunque il riutilizzo, ha la priorità su tutte le altre opzioni. Essa è seguita dalla preparazione al riutilizzo, la quale, a sua volta, ricopre una posizione privilegiata rispetto al riciclaggio ed alle altre forme di recupero. Lo smaltimento, infine, si colloca all’ultima posizione.

IN ITALIA:
Era il lontano 1997 quando in Italia con il decreto Ronchi, per promuovere una gestione sostenibile dei rifiuti, è stata introdotta la strategia nota come delle “5 R”: Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero.
Oggi più che mai si dovrebbero diffondere sempre più, a partire dalle nuove generazioni, questi concetti applicati in particolare alla gestione integrata dei rifiuti, fondamentale, insieme ad altri fattori, a garantire una adeguata sostenibilità ambientale.
1 – RIDUZIONE
È la strategia vincente a lungo termine che riduce all’origine la produzione di rifiuti. Dovrebbe essere sostenuta politicamente con leggi che definiscano le corrette linee comportamentali, provvedendo a diffondere la cultura dell’acquisto di prodotti sfusi o a ridotta presenza di imballaggi a perdere.
2 – RIUSO
Il nuovo utilizzo del prodotto recuperato, tal quale. Più che altro può essere definito come uno stile di vita, un atteggiamento mentale e culturale che porta inevitabilmente a trasformarsi in una vera e propria attività economica caratterizzata dalla capacità di reinventare e di ricollocare prodotti e beni ancora riutilizzabili. Esempi di riuso: vestiti e tessuti, bottiglie di vetro, barattoli di latta, lato bianco delle fotocopie.
3 – RICICLO
Riciclare permette di immettere nuovamente una risorsa seconda nel ciclo di produzione, nel ruolo di risorsa prima, senza quindi la necessità di utilizzarne una nuova. Ciò permette di risparmiare sui materiali (e quindi anche sul loro prelievo). Per esempio con il riciclo della lattine si evita il prelievo di nuova bauxite (roccia sedimentaria ricca di alluminio), con il riciclo della carta si evita di tagliare nuovi alberi, ecc.
4 – RACCOLTA
La raccolta ha come obiettivo la riduzione del volume finale dei rifiuti da destinare alle discariche e di risparmiare materie prime ed energia. Un esempio è la raccolta dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
5 – RECUPERO
Inteso soprattutto come recupero di energia. La parte dei rifiuti non riciclabile e/o non riutilizzabile può essere trasformata in energia termica e/o elettrica negli impianti di termovalorizzazione, sempre in alternativa all’uso della discarica.

DATI VENEZIANI:
Anno 2014
Comune di Venezia
Provincia di Venezia
Bacino VE2 (Comuni costituenti: Marcon, Quarto d’Altino, Venezia)

Abitanti

264.579

Utenze domestiche

140.526

Utenze non domestiche

37.542

FORSU

19.034.050

Kg
Verde

13.944.800

Kg
Vetro

293.520

Kg
Carta e cartone

21.290.110

Kg
Plastica

145.750

Kg
Imballaggi metallici   Kg
Multimateriale

20.542.905

Kg
RAEE

1.154.050

Kg
Altro recuperabile

4.261.320

Kg
Rifiuti particolari

341.126

Kg
Rifiuto totale

161.669.301

Kg
%RD

49,56

%
Inerti e rifiuti da costruz/demoliz

1.653.270

Kg
Utenze comp

5.280

FORSU= Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano
MULTIMATERIALE= più frazioni raccolte congiuntamente
RAEE= Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
RIFIUTI PARTICOLARI= rifiuti ingombranti di origine domestica
%RD= % di raccolta differenziata. Viene calcolato %RD=[(RD+SR+IngR)/RUtot]*100
dove :
RD = Somma in peso di tutte la frazioni oggetto di Raccolta Differenziata, inclusi i rifiuti assimilati agli urbani, avviate ad impianti di recupero e tipicamente rappresentate da:
• frazione organica (residui alimentari, scarti di cucina e verde);
• imballaggi (carta, plastica, vetro, legno, metallo). Tale quota include anche la raccolta                          multimateriale al netto delle frazioni estranee;
• altre tipologie di rifiuti di carta (CER 200101);
• rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di origine domestica;
• abiti usati e rifiuti tessili;
• rifiuti particolari (pile e accumulatori, farmaci scaduti, contenitori T/F, inchiostri, vernici, oli, altri     rifiuti urbani pericolosi);
• altre tipologie di rifiuti urbani avviate a recupero (rottami ferrosi, legno, plastica….);
SR = Rifiuti da pulizia delle strade avviati a recupero al netto degli scarti, questi ultimi considerati     pari al 45%;
IngR = Rifiuti ingombranti avviati a recupero al netto degli scarti, questi ultimi considerati pari al     70%.
RUtot= Rifiuto urbano totale, sommatoria delle frazioni di rifiuti urbani raccolti, comprensivo degli     “scarti” o frazioni estranee presenti prima della loro selezione.

Schermata

L’AZIONE DI ISOLARION:
Isolarion ha progettato un “pescatore” che nelle sue reti recupera vestiti e piccoli oggetti al fine di allungare il loro ciclo vitale e non farli così diventare dei rifiuti. I cittadini passando possono prendere quello che desiderano di ciò che è esposto gratuitamente, in quanto col loro gesto stanno contribuendo alla diminuzione della produzione di rifiuti.
Ogni capo presenta una nuova etichetta, quella di Isolarion, per rendere evidente che  non si tratta di un rifiuto ma di un nuovo abito da utilizzare.

SE ANCHE TU HAI QUALCOSA CHE NON USI PIÙ SCRIVICI SU associazione@isolarion.org SAREMO FELICI DI VENIRE A PRENDERE QUELLO CHE VUOI VENGA RIUTILIZZATO.