Isola di San Secondo

L’associazione Isolarion ha sviluppato nel periodo Aprile-Agosto 2015 un percorso di studio dell’isola di S.Secondo, al fine di provvedere alla raccolta di dati sul campo ed evidenziarne potenzialità ecologiche e aspetti di degrado. S.Secondo rappresenta forse una delle isole più trascurate della laguna, per le sue ridotte dimensioni, il suo stato di abbandono e l’assenza di interesse pubblico. E’ stato quindi scelto come sito di studio proprio perchè rappresentativo delle numerose situazioni  di degrado ambientale presenti in laguna, nella speranza di destare interesse e incentivare lo sviluppo di ulteriori ricerche.

Inoltre, si è voluto sviluppare prendendo S.Secondo come caso di studio, un metodo di analisi da poter applicare alle numerose isole lagunari, con lo scopo ultimo di rendere accessibili alla popolazione dati storico-ambientali.

La necessità di condurre analisi sul campo ed aumentare il livello conoscitivo dell’isola di S.Secondo prende avvio dalla sua contradditoria situazione ambientale, dove specie protette coesistono con piante alloctone e invasive e depositi di rifiuti diffusi lungo la sua superficie. In particolare, durante i primi sopralluoghi ci si è subito resi conto della presenza a dir poco cospicua di ardeidi nidificanti all’interno dell’isola e di piante alofile tipiche di comunità di barena stabilitasi sui bordi. Al contempo, notevoli quantità di rifiuti  sono state osservate lungo il perimetro dell’isola, tra cui innumerevoli bottiglie di plastica e materiali di scarto chiaramente depositati in maniera intenzionale. Ad aggravare lo stato ecologico di S.Secondo contribuisce inoltre la diffusione di piante invasive e esotiche, che hanno preso il sopravvento su quelle che sarebbero le comunità vegetali tipiche del luogo. Le principali cause dell’ attuale stato di degrado sono da individuarsi nel prolungato utilizzo antropico dell’isola, cui hanno fatto seguito il suo abbandono e l’attuale tendenza a scaricarvi rifiuti,  nonchè la ormai scarsa capacità rigenerativa della vegetazione. Infatti, l’isola costituisce un esempio di situazione ambientale post-antropica, in cui le attività dell’uomo hanno modificato nel tempo le condizioni dei sistemi naturali dove si sono inserite per poi abbandonarli ad uno sviluppo “alterato”. Ciò si è manifestato a S.Secondo con una diffusione incontrollata di specie invasive al suo interno, quali edera (Hedera helix) e rovo (Rubus ulmifolius) nonché della comunemente detta “acacia” (Robinia pseudoacacia), specie esotica di origine americana estremamente infestante nella pianura veneta. Avvantaggiate dalla prolungata introduzione di agenti fertilizzanti nel suolo, queste specie hanno preso il sopravvento e ricoperto la zona interna dell’isola con un fitto intrico vegetale, precludendo la colonizzazione di altre piante native. Nella zona esterna dell’isola invece sono state individuate piante alofile tipiche degli ambienti soggetti a periodica sommersione da parte della marea e che costituiscono le tipiche comunità di barena della laguna.  Di particolare rilievo è la presenza della Salicornia veneta, specie endemica quasi unicamente presente in laguna di Venezia e indicata come vulnerabile (VU) nelle liste rosse dell’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura).

Tuttavia, la loro diffusione è risultata discontinua e disorganizzata, probabilmente a causa del disturbo meccanico causato dal moto ondoso e dalla cospicua presenza di cocci e rifiuti che ricoprono i margini dell’isola. Infatti, non essendoci una stabile copertura vegetale esterna, le alofite colonizzatrici trovano difficoltà di insediamento dovute alle condizioni poco riparate dei bordi e incrementando così ulteriormente l’erosione già in atto dei sedimanti esterni. Nonostante ciò, i margini di S.Secondo costituiscono un ambiente potenzialmente adatto per lo sviluppo di comunità di barena strutturate, che necessità però di un intervento da parte dell’uomo volto, questa volta, a limitare il disturbo.

 

All’analisi della vegetazione ha fatto seguito uno studio dei suoli di S.Secondo, con la finalità di determinare il tipo di substrato su cui le piante si sono sviluppate e individuare il potenziale dell’isola di ospitare comunità vegetali native. Diversi profili di suolo sono stati analizzati in diversi punti dell’isola, grazie alla gentile collaborazione del prof. Claudio Bini, Pedologo dell’Università Cà Foscari di Venezia, a cui hanno seguito analisi di laboratorio. Da questo studio è emerso che i suoli di S.Secondo  hanno buone caratteristiche e potenzialità per lo sviluppo di una vegetazione ecologicamente più valida e che il sedimento esterno rappresenta un habitat ottimale per l’insediamento di comunità di barena.

 

Infine, sono stati raccolti dati riguardanti l’avifauna nidificante, grazie ai censimenti svolti dal dott. Mauro Bon, ornitologo del Museo di Storia Naturale di Venezia, che si è gentilmente reso disponibile a contribuire al nostro progetto di studio. Da quest’analisi è emerso che, come già intuito durante i primi sopralluoghi, S.Secondo reppresenta un sito di nidificazione per specie di avifauna di grande valore naturalistico. In particolare, la fitta copertura vegetale interna si è rivelata un rifugio ottimale per la nidificazione di ardeidi ed altre specie. Di notevole rilievo la presenza di garzetta (Egretta garzetta) e cormorano minore (Phalacrocorax pygmeus), specie inserite nell’allegato 1 della “Direttiva Uccelli” 79/409/CEE, la cui presenza richiede quindi la designazione di ZPS (Zona di Protezione Speciale). In ogni caso, tutte le specie di avifauna presenti sull’isola sono protette da direttive EU, leggi nazionali o convenzioni internazionali.

I risultati ottenuti tramite questo studio sottolineano la necessità di investigare e diffondere il più possibile informazioni riguadanti i delicati ecositemi lagunari, evitando così che carenze conoscitive portino a decisioni di gestione che possono avere un impatto sulla fauna nidificante e la vegetazione protetta. A seguito della raccolta dati l’associazione ha sviluppato una proposta di recupero ecologico dell’isola di S.Secondo, mirata allo sviluppo assistito di comunità vegetali tipiche della zona e tenendo in considerazione l’obbiettivo di conservazione dell’avifauna nidificante.